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lunedì 11 giugno 2018

Cafàrnao

 

Cafàrnao (in ebraico כפר נחום - Kefar Nahum che significa letteralmente: villaggio di Nahum) è un'antica città della Galilea, situata sulle rive nord-occidentali del lago di Tiberiade, in Israele. Secondo i Vangeli, Gesù vi abitò dopo aver lasciato Nazareth (Matteo 4,12-17): qui iniziò la sua predicazione e compì numerosi miracoli

 Nei secoli successivi Cafarnao fu abbandonata: i suoi resti sono stati ritrovati e riportati alla luce da scavi archeologici nel XX secolo. Tra le altre cose, sono state ritrovate una sinagoga costruita con colonne di marmo, risalente al II secolo, e un'abitazione che è stata identificata come la casa di san Pietro. Sopra quest'ultima è stata costruita una chiesa di forma ottagonale, sopraelevata da terra; un'apertura vetrata al centro permette di vedere i resti della casa di Pietro al di sotto.

Il villaggio è menzionato nel Vangelo di Luca e nel Vangelo di Giovanni dove si racconta che si trovava nei pressi del luogo di nascita di Simon Pietro e Andrea e di Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, come anche del pubblicano (esattore delle tasse) Matteo. Un sabato biblico, Gesù insegnò nella sinagoga di Cafarnao e guarì un uomo che era posseduto da uno spirito impuro.
Successivamente guarì la febbre della suocera di Simon Pietro (Luca 4.31-44) Secondo Luca 7:1–10, Cafarnao è anche il luogo dove un centurione romano chiese a Gesù di guarire il suo inserviente. Cafarnao viene anche menzionato nel Vangelo di Marco(2.1), ed è la località dove avvenne la famosa guarigione del paralitico che venne fatto scendere dal tetto per raggiungere Gesù. Secondo i Vangeli sinottici, Gesù scelse questa città come centro del suo ministero di salvezza in Galilea, dopo aver lasciato il piccolo borgo di montagna di Nazareth (Matteo 4:12–17). Inoltre maledì la città, dicendo "Dovrai essere condotta all'Ade," (Matteo 11.23) a causa del mancato ascolto dei suoi insegnamenti.


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Terra Santa, archeologia



Terra Santa, archeologia

mercoledì 6 giugno 2018

Monastero carmelitano di Stella Maris

 

Il monastero carmelitano di Stella Maris è un convento cattolico situato sul Monte Carmelo ad Haifa, in Israele. Secondo la tradizione sarebbe fondato su una grotta che fu dimora del profeta Elia.

 
 Statua di Elia nella grotta del monastero sul monte Carmelo


Il monastero sorge sul monte Carmelo, sulle alture della città di Haifa, nell'alta Galilea. Venerato sin dall'antichità e già citato in documenti egizi del XIV secolo a.C. come una delle conquiste del faraone Thutmose III, è nominato anche nella Bibbia come cima da cui il profeta Elia sfidò i profeti di Baal.
La prima fondazione del monastero omonimo risale all'epoca bizantina, quando esso divenne luogo di culto dell'Arcangelo Michele, già incluso nella liturgia Cristiano Ortodossa e venerato dai Longobardi in seguito alla loro conversione al Cattolicesimo avvenuta intorno al VII secolo.
Nel XII secolo la struttura venne fortificata dai crociati per ospitare l'Ordine Carmelitano, qui fondato da un gruppo di eremiti guidati da San Broccardo e la cui regola fu approvata agli inizi del XIII secolo Nel 1230 il superiore dei carmelitani, san Simone Stock, testimoniò di aver avuto una visione della Madonna che dette origine alla devozione dello Scapolare del Carmelo.
Nel 1631, secoli dopo la sconfitta crociata del 1291, i Carmelitani fecero ritorno nel luogo in cui era nato l'ordine e costruirono un nuovo monastero nelle vicinanze ma nel 1768 si trasferirono nell'attuale collocazione. Tuttavia, a seguito della fallita campagna napoleonica del 1799 il monastero, che ospitava anche alcuni soldati francesi rifugiati, fu teatro di violenti scontri in cui venne distrutto e i suoi occupanti uccisi.
L'edificio dell'attuale monastero fu ricostruito fra il 1823 e il 1828 da monaci italiani ed è caratterizzato da una vistosa cupola.

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Terra Santa, archeologia



Ma' lula, monastero


 Ma`loula, monastero


martedì 5 giugno 2018

Il lago di Tiberiade

Il lago di Tiberiade o di Genesaret o di Kinneret, talvolta chiamato anche mar di Galilea, è il più grande lago d'acqua dolce dello Stato di Israele avendo una circonferenza di circa 53 km.

Situato a 213 m sotto il livello del mare, ha una profondità massima di 43 m: si tratta del lago d'acqua dolce più grande di Israele, superato per dimensioni solo dal mar Morto che è però un lago d'acqua salata. Il lago si trova nella Grande fossa tettonica, depressione creatasi dal distacco delle placche araba e africana e nella quale, da nord a sud, scorrono le acque del fiume Giordanoche alimentano il lago. Per tale motivo la zona è caratterizzata da elevata sismicità, mentre in passato era presente anche una certa attività vulcanica come testimonia la presenza di rocce basaltiche ed ignee.
È posto tra i territori di Israele e le alture del Golan siriano occupato da Israele. Nel corso dei secoli ha avuto molte denominazioni in funzione delle principali città che nel tempo avevano la prevalenza sulle sue rive. Nell'Antico Testamento è chiamato mare di Kinneret (Numeri 34,11) e (Giosuè 13,27), termine che potrebbe derivare dalla parola ebraica kinnor, ovvero arpa o lira in relazione alla forma del lago stesso. Nel Nuovo Testamento è chiamato lago o mare di Galilea, o di Tiberiade o di Gennèsaret: Galilea dal nome della regione in cui si trova; Tiberiade dal nome della città fondata da Erode Antipa intorno al 20 d.C. sulla sua riva nord in onore dell'imperatore Tiberio; Gennèsaret dal nome di una piccola pianura fertile situata sulle coste occidentali del lago. Il nome arabo del lago deriva da Tiberiade, la principale città all'epoca della conquista araba.
Il lago di Tiberiade è conosciuto soprattutto per essere stato, come indicato dai Vangeli, la sede principale della predicazione di Gesù. Essi narrano che Gesù visitò più volte molte località poste sulle rive del lago, attraversandolo spesso in barca.




I Vangeli nominano questo lago varie volte:
  • Il lago rappresentava il luogo di lavoro dei pescatori tra i quali Gesù scelse alcuni dei suoi apostoli: Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo e suo fratello Giovanni, questi ultimi figli di Zebedeo furono chiamati da Gesù mentre sulla riva del lago riassettavano le reti, e immediatamente lasciarono tutto e lo seguirono (Luca 5,1-11).
  • Durante una traversata del lago, un'improvvisa tempesta mise in pericolo la fragile lancia su cui erano Gesù e gli apostoli. Siccome Gesù stava dormendo per la stanchezza, lo svegliarono, ed egli con poche parole calmó la furia del mare e del vento (Luca 8,22-25).
  • Un episodio simile avviene dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Il Vangelo secondo Giovanni narra che Gesù allontanò la folla che voleva farlo re, allontanò anche i discepoli spingendoli sulla barca, e si ritirò sul monte in preghiera. Nel cuore della notte Gesù apparve ai discepoli camminando sulle acque del lago (Giovanni 6,16-21).
Il Lago di Tiberiade vedrà anche un'apparizione pasquale di Gesù risuscitato: dalla riva, suggerisce ai discepoli estenuati per la notte passata senza pescar nulla, che calino la rete dalla parte destra della barca. In questa maniera i discepoli pescano una gran quantità di pesci, e riconoscono che quello sconosciuto "è il Signore!". Pietro si tuffa e raggiunge a nuoto la riva, mentre gli altri raggiungono la riva con la barca. Al loro arrivo, Gesù sta arrostendo del pane e alcuni pesci, e li dà loro. Finito di mangiare, Gesù chiede per 3 volte a Pietro se lui lo ama, ad ogni risposta di Pietro Gesù risponde con la frase "pasci le mie pecorelle". Questo dialogo, da parte cattolica, viene considerato come il momento in cui Gesù affida a Pietro la Chiesa (Giovanni 21,1-19).


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